Mission possible
Oggi sono riuscito ad avviare il rinnovo della CIE di mia madre (paziente SLA, non trasportabile, non comunicante). Quando andai ad informarmi presso il municipio, quasi un anno fa, gli impiegati dissero che non avevano idea di come si potesse procedere senza che mia madre si presentasse fisicamente all'ufficio anagrafe. Grazie al CAF ho invece scoperto che una procedura esiste e che mia madre ha tutto il diritto di accedervi. Ed è così che sul sito dello stesso municipio che non sapeva nulla, ho trovato i moduli da compilare per richiedere la CIE con riconoscimento a domicilio e che chiedendo un appuntamento per portarli già compilati all'ufficio anagrafe, di colpo tutto era possibile e chiarissimo (salvo darmi risposte sbagliate a domande precise, e dirmi che era obbligatorio comprare una SIM per attivare i servizi digitali della carta e che la SIM doveva essere assolutamente intestata a mia madre, cosa negata fermamente a soli tre giorni di distanza). Quando questa mattina mi sono presentato all'appuntamento, datomi senza orario però mi sono goduto perle come:
"Vedo che la mamma non ha la nazionalità italiana..."
"Confermo"
"Eh, ma allora la devo avvisare che questa carta non è valida per l'espatrio"
"Signora, mi ha chiesto il certificato di intrasportabilità di mia madre, ce lo ha davanti agli occhi, vi sto chiedendo di venire voi a farne il riconoscimento, MA 'NDO LA DEVO ESPATRIA' 'STA PORA DONNA?" (romano per "Dove vuole che la porti, questa amata madre?")
Che meraviglia sapere che queste persone che non solo sono incompetenti ma pure scorbutiche, prendano uno stipendio. Grazie Italia!